HERO-VINE: il valore del partenariato che rende possibile l’innovazione
- alicecarpi
- 28 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 29 apr
Quando si parla di innovazione in agricoltura, si tende spesso a concentrarsi sulla tecnologia: il drone, il sensore, il software. Ma nei progetti complessi, soprattutto in contesti difficili come la viticoltura terrazzata ligure, la vera differenza non la fa lo strumento. La fa il sistema di attori che lo rende applicabile.
HERO-VINE nasce proprio da questa consapevolezza. Il suo punto di forza non è solo l’introduzione dei droni, ma la costruzione di un partenariato solido, strutturato e profondamente radicato nel territorio. Un ecosistema in cui ricerca, imprese, istituzioni e consulenza lavorano insieme con un obiettivo comune: rendere sostenibile, nel tempo, la viticoltura eroica.
Il capofila: Il CERSAA di Albenga
Al centro di questo sistema c’è il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola, che svolge il ruolo di capofila scientifico e tecnico. Il CeRSAA non è semplicemente un ente di ricerca, ma un ponte tra conoscenza e applicazione. Da oltre trent’anni lavora sulla difesa fitosanitaria della vite e sulla conservazione della biodiversità, contribuendo al recupero di varietà autoctone e allo sviluppo di strategie innovative. È questa base scientifica che permette oggi di sperimentare tecnologie come i droni con un approccio rigoroso, trasformando intuizioni promettenti in protocolli affidabili.

La rappresentanza del mondo agricolo: Coldiretti
Accanto alla ricerca, però, serve qualcuno che rappresenti e coinvolga il mondo reale delle aziende agricole. Questo ruolo è svolto da Coldiretti, in particolare attraverso le federazioni provinciali di Genova e La Spezia e l’intero sistema regionale.
Coldiretti non è solo un soggetto di rappresentanza, ma una struttura operativa capace di accompagnare le imprese nella gestione quotidiana, nell’accesso ai finanziamenti e nell’adozione delle innovazioni. La sua presenza garantisce che il progetto non resti confinato alla sperimentazione, ma sia costruito sulle esigenze concrete dei viticoltori.
Il fattore Ambiente: Il Parco Nazionale 5 Terre
A dare profondità e senso strategico al progetto è poi il coinvolgimento dell’Parco Nazionale delle Cinque Terre. In questo contesto, l’agricoltura non è solo produzione: è manutenzione del paesaggio, prevenzione del dissesto idrogeologico, tutela di un patrimonio riconosciuto a livello mondiale. I terrazzamenti e i muretti a secco non sono elementi accessori, ma infrastrutture vive che esistono solo se vengono coltivate. Il Parco, quindi, non è un semplice ente di controllo, ma un attore attivo che garantisce che l’innovazione sia compatibile con la conservazione del territorio.
La consulenza: PSR & Innovazione Liguria
Un altro elemento chiave è rappresentato da PSR & Innovazione Liguria, che svolge un ruolo spesso poco visibile ma decisivo. La consulenza è ciò che permette all’innovazione di uscire dai campi sperimentali e arrivare nelle aziende. Attraverso supporto tecnico, formazione e accompagnamento, questo partner traduce i risultati del progetto in strumenti concreti per gli agricoltori, facilitando l’adozione delle nuove pratiche e garantendo continuità nel tempo.
L'azienda agricola pilota: Cantine Capellini
Infine, c’è l’elemento che ancora tutto alla realtà: l’Azienda Agricola Capellini Luciano. Qui l’innovazione viene testata, verificata e messa alla prova nelle condizioni più difficili. Parliamo di vigneti terrazzati, accessibili solo a piedi o con sistemi dedicati, dove ogni operazione è complessa e costosa. Senza questo livello di validazione pratica, qualsiasi soluzione rischierebbe di rimanere teorica. Con questo contributo, invece, ogni scelta viene filtrata dalla realtà operativa.
Un modello sistemico
Quello che emerge è un modello di collaborazione che va oltre la semplice somma delle competenze. È un sistema in cui ogni attore copre un pezzo essenziale: la ricerca sviluppa, la rappresentanza connette, il territorio orienta, la consulenza trasferisce e l’azienda valida. Se manca uno di questi elementi, il progetto perde efficacia.
Questo approccio è perfettamente coerente con la logica dei partenariati europei per l’innovazione in agricoltura: partire dai problemi reali e costruire soluzioni che siano tecnicamente valide, economicamente sostenibili e ambientalmente compatibili. In altre parole, innovazioni che funzionano davvero.
Nel caso di HERO-VINE, il partenariato non è solo uno strumento organizzativo, ma una condizione necessaria. È ciò che rende possibile affrontare una sfida complessa come quella della viticoltura eroica, dove ogni decisione ha implicazioni agronomiche, economiche e ambientali.
Conclusione
I droni stanno trasformando l'agricoltura di precisione nei vigneti, offrendo vantaggi significativi in termini di monitoraggio, efficienza e raccolta dati. Nonostante le sfide, l'adozione di questa tecnologia è destinata a crescere, portando a un futuro più sostenibile e produttivo per la viticoltura. I viticoltori che abbracciano questa innovazione saranno in grado di migliorare la qualità delle loro uve e ottimizzare le loro operazioni.
Se il progetto riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, il risultato non sarà solo l’introduzione dei droni nei vigneti. Sarà la dimostrazione che, anche nei contesti più difficili, l’innovazione può funzionare — a patto che sia costruita insieme, attraverso una visione condivisa e di sistema.

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